Il DVR, acronimo di “Documento di Valutazione dei Rischi”, è un documento che i datori di lavoro sono obbligati a redigere secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, anche noto come “Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro” o “TUSL”, ad oggi il il principale riferimento normativo in Italia per la gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro.
È uno strumento che impegna il datore di lavoro nell'analisi e nella valutazione dei rischi che potrebbero derivare dall’attività aziendale e compromettere la salute e la sicurezza non solo dei lavoratori, ma anche di fornitori, visitatori e clienti.
La valutazione dei rischi non riguarda solo l’ambiente di lavoro, ma anche gli strumenti e i macchinari utilizzati dai lavoratori, le sostanze chimiche o biologiche con cui entrano in contatto e i ritmi di lavoro. Particolare attenzione è rivolta alle conseguenze fisiche e psicologiche derivanti dallo svolgimento dell’attività lavorativa, come lo stress lavoro-correlato, che rientra tra i rischi da considerare
In base agli esiti del DVR, il datore di lavoro è tenuto ad identificare tutte le misure di prevenzione e di protezione necessarie e per eliminare o ridurre al minimo i rischi, minimizzando al contempo le conseguenze di eventuali eventi dannosi.
indice dei contenuti:
il DVR è obbligatorio?
Il Documento di Valutazione dei Rischi non è una mera formalità, ma un adempimento obbligatorio per tutte le aziende che impiegano almeno un lavoratore. Sono esentate dall'obbligo le imprese familiari, i lavoratori autonomi e le ditte individuali.
La valutazione dei rischi deve essere effettuata immediatamente in modo da elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi entro 90 giorni dalla data di inizio dell’attività.
L’incompletezza o inadeguatezza del DVR comporta sanzioni dirette a carico del datore di lavoro, che possono variare in base alla gravità dell’irregolarità:
- ammenda da 2.847,69 a 5.695,36 euro, nel caso in cui il DVR non contenga le misure di prevenzione e protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, il programma di miglioramento o l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare e l’indicazione delle figure figure competenti coinvolte;
- ammenda da 1.423,83 a 2.847,69 euro, se il DVR non include una valutazione completa di tutti i rischi presenti sul luogo di lavoro ed i criteri adottati per la valutazione o non individua le mansioni che possono esporre i lavoratori a rischi specifici.
In caso di mancata valutazione dei rischi o redazione del DVR, il datore di lavoro è punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 3.556,60 a 9.112,57 euro. Inoltre, è previsto l’arresto da quattro a otto mesi se la violazione è commessa:
- nelle aziende industriali soggette a obbligo di notifica o rapporto;
- nelle centrali termoelettriche, negli impianti nucleari o nelle aziende per la fabbricazione e il deposito di esplosivi, polveri e munizioni;
- nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori, nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori o nelle strutture sanitarie pubbliche e private con più di 50 dipendenti;
- nelle aziende che espongono i lavoratori a rischi biologici, atmosfere esplosive, sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione, attività di manutenzione, rimozione, smaltimento e bonifica di amianto;
- nei cantieri temporanei o mobili con compresenza di più imprese e con entità di lavoro pari o superiore a 200 uomini-giorno.
L’omessa redazione reiterata del Documento di Valutazione dei Rischi è considerata una grave violazione e può portare alla sospensione dell’attività da parte degli organi di controllo.
Il datore di lavoro, come vedremo più avanti nell’articolo, ha l’obbligo non solo di redigere il DVR, ma anche di aggiornarlo periodicamente. I livelli di rischio in azienda, infatti, possono variare in seguito a infortuni, cambiamenti nei processi produttivi o nell’organizzazione del lavoro, introduzione di nuove attrezzature, apertura di nuove sedi o assunzione di nuovi dipendenti.
Se il datore di lavoro non provvede all’aggiornamento del DVR, è punibile con un’ammenda da 2.847,69 a 5.695,36 euro. Inoltre, può incorrere in sanzioni penali.
chi ha l'obbligo di compilare il DVR?
Il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro stabilisce che la valutazione dei rischi con conseguente elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi è un obbligo indelegabile in capo al datore di lavoro, che è il primo responsabile della sicurezza sul luogo di lavoro.
Secondo il TUSL, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) deve assistere il datore di lavoro nella valutazione dei rischi. Lo stesso obbligo è previsto per il Medico competente, che ha il ruolo di valutare i rischi legati alla salute, stabilire e programmare il protocollo di sorveglianza sanitaria. Inoltre, il datore di lavoro è tenuto a consultare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), il cui compito è accertarsi che le istanze, le esigenze e le preoccupazioni dei lavoratori vengano prese in considerazione.
Per essere valido, il DVR deve obbligatoriamente riportare la firma del datore di lavoro. Sebbene non sia obbligatorio, è opportuno che il documento venga sottoscritto anche dal RSPP, dal Medico competente e dal RLS, a testimonianza della loro partecipazione al processo di valutazione dei rischi.
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scopri di piùcosa contiene il DVR?
La legge sulla sicurezza sul lavoro non fornisce indicazioni specifiche sui criteri da rispettare per la redazione del DVR, ma definisce i contenuti generali che non possono mancare all’interno del documento:
- relazione sulla valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, comprensiva dei criteri adottati per la valutazione. La scelta di tali criteri spetta al datore di lavoro;
- misure di prevenzione e protezione adottate e indicazione dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) utilizzati;
- programma di interventi volti a migliorare progressivamente i livelli di sicurezza all’interno dell’ambiente di lavoro;
- procedure per l’attuazione delle misure di sicurezza, con l’indicazione precisa delle figure aziendali responsabili della loro implementazione;
- nominativi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) o territoriale (RLST) e del Medico competente che hanno partecipato al processo di valutazione dei rischi;
- l’individuazione delle mansioni che comportano l’esposizione a rischi specifici, per le quali sono richiesti specifica esperienza, riconosciuta capacità professionale e adeguata formazione e addestramento.
Sul DVR deve essere apposta una data certa, indispensabile per provare l’elaborazione del documento in un determinato arco temporale o la sua esistenza anteriormente ad uno specifico evento dannoso (es. incidente o infortunio).
ogni quanto deve essere aggiornato il DVR?
Il Documento di Valutazione dei Rischi non ha una scadenza, ma rimane valido fino a quando le condizioni descritte al suo interno non subiscono variazioni. In caso di modifiche sostanziali nei luoghi di lavoro o alle attività produttive, l’aggiornamento del DVR diventa obbligatorio, come indicato dall’art. 29 del Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro.
L’aggiornamento del DVR è necessario in situazioni specifiche, tra cui:
- modifiche sostanziali al processo produttivo o all’organizzazione del lavoro che possano influire sulla salute e sicurezza dei lavoratori;
- introduzione di nuove tecnologie o soluzioni tecniche in materia di prevenzione e protezione;
- accadimento di infortuni significativi che evidenzino lacune o criticità nella valutazione dei rischi;
- risultati della sorveglianza sanitaria che suggeriscano la necessità di rivedere le condizioni di lavoro o i rischi esistenti.
La prassi ha identificato, ad esempio, i seguenti casi come determinanti per il suo adeguamento:
- cambiamenti nelle attrezzature e nei processi di produzione interni all’attività;
- modifiche all’organigramma aziendale o alla sede di lavoro;
- modifiche alle apparecchiature relative alla sicurezza;
- miglioramento e sviluppo della prevenzione e protezione;
- casi speciali di malattie da lavoro e infortuni.
Bisogna specificare, però, che esistono valutazioni di rischi specifici che richiedono aggiornamenti a intervalli di tempo prestabiliti. Ad esempio, le valutazioni dei rischi fisici devono essere aggiornate ogni 4 anni, mentre quelle dei rischi cancerogeni ogni 3.
L’obiettivo principale dell’aggiornamento periodico è quello di adeguare il DVR alle condizioni reali e attuali dell’ambiente di lavoro, garantendo che le misure di sicurezza adottate siano efficaci ed adeguate.